
Olbia, una bella città stupendamente incorniciata da mare, cielo e montagne. Però...
Mi si dice - quando critico le cose che non vanno nella città dove sopravvivo - che Olbia è cresciuta troppo in fretta. Può darsi che sia così, ma non si può usare come giustificazione per tutto quello che si poteva fare e che non è stato fatto. Sarebbe stato sufficiente programmarli, questa città e il suo territorio, guardando più in là del proprio naso, e prevederne lo sviluppo. Non è forse questo lo scopo della politica? Perciò continuo a fotografare. Il "verde pubblico" e tutto il resto, dichiarandomi disposto a condurre gli scettici e chiunque volesse contraddirmi a spasso per i "santuari" del degrado cittadino. D'altra parte, se Olbia è stata sempre definita la "porta della Sardegna" un motivo ci dev'essere. Ogni anno, dai tempi della nascita della Costa Smeralda, dal mare e dal cielo vi arrivano milioni di turisti e ogni anno, nonostante io mi sforzi di conservare intatta l'immagine di questi luoghi, quei simboli che mi avevano fatto entrare la Sardegna così profondamente nel cuore non esistono più, travolti dalle speculazioni, dai saccheggi del territorio e dall'incapacità di gestire queste meravigliose "fortune" naturali. Cittadini impreparati e da tempo bovinamente avvezzi ad antichi e poco nobili servimenti, politicanti da quattro soldi sostenuti da amministratori arruffapopoli e imprenditori senza scrupoli, nel nome dei soldi, dei presunti posti di lavoro e dei presunti "risanamenti", hanno letteralmente stravolto, nel tempo, addirittura le leggi della Natura nella vocazione alla devastazione.
Avviene purtroppo spesso che, favoriti da decreti dilatori e da legge pilotate, volpescamente interpretabili, siano in agguato - quando non si realizzino - progetti che prevedono immani colate di cemento o "gazebo" in concessione sulle già ferite coste sarde. E poi le strade disintegrate dai sempiterni "lavori in corso", i rabberci alle perdite d'acqua, la sporcizia dilagante, il traffico caotico e puzzolente con i ridicoli ingorghi da tangenziale sui ponti interrotti (quello del Padrongiano) e sulle rotatorie a corollario di sempre più fatue "vacanze".
Tutto ciò in un luogo in cui i periodi di libertà e di riposo, le vacanze appunto, dovrebbero significare solo tranquillità e relax.
È chiaro che le mie critiche vanno solo agli sporcaccioni, agli inquinatori, agli intrallazzoni e a tutti coloro che antepongono solo i propri interessi a quelli della collettività. Fortunatamente esistono amministratori e imprenditori seri e onesti, spesso però tenuti fuori dalla "stanza dei bottoni", ed è a questi, oltre che ai cittadini stanchi di questo andazzo e che come me riescono ancora a scandalizzarsi, che io chiedo aiuto e dico loro: "Ribellatevi, perché tutto questo è profondamente ingiusto!".
Viva allora i campi da golf, i centri congressi, le scuole di vela, i musei etnografici ed archeologici, i percorsi di trekking, le gite a cavallo e i maneggi.
Quelli seri, però. Intesi come il luogo dove si compie l’esercizio del cavalcare, e non quello di essere cavalcati!
Francesco Dotti

Via Lecce - 7 luglio 2009. ore 20:00

Sempre Via Lecce, il giorno dopo, alle ore 17:52.
L'immondizia è ancora lì. Come mai?

Via Lecce (ang. Via Isernia) - 7 luglio 2009, ore 20:00, un'eloquente immagine del "verde pubblico". E pensare che ci hanno messo al decimo posto, dopo Grosseto.
Per che cosa? Come sarebbe a dire "per che cosa"? Ma per il "verde pubblico", è ovvio!

7 luglio 2009, ore 19:57 - "Verde pubblico" in Via Crotone (ang. Via Lucca)

Via Vicenza, 7 luglio 2009 ore 20:00, aiuola di fronte ad una scuola.
Qui un altro fulgido esempio di "verde pubblico". C'è solo da sperare che gli studenti non si abituino a simili immagini, perché se qualcuno di loro da grande si butterà in politica probabilmente le considererà "normali"...

Altra aiuola, sempre in Via Vicenza. Il giorno della foto è il 7 luglio 2009, alle ore 20:15
e l'aiuola in questione non mi sembra un bell'esempio di "verde pubblico"...

Stessa aiuola, fotografata il giorno successivo (cioè 8 luglio) alle ore 18:03.
Non è cambiato assolutamente nulla: il "grumo" di cellophane per imballaggi è ancora lì, a destra, vicino al marciapiede, e così tutto il resto dell'immondizia che si vede sull'aiuola.
Ma... la pulizia delle strade non andrebbe fatta tutti i giorni?
O si aspetta che ci pensi il vento?...

Via Agrigento, 7 luglio 2009 ore 20:15
Interessante esperimento su "come ti faccio scomparire un marciapiede, senza toccare l'erbaccia".
Facile: mentre l'erbaccia vi alligna da anni, il marciapiede, invece, non c'è mai stato!

Via Ancona, sempre il 7 luglio 2009 alle ore 20:15
"Calca pedibus interruptus", meno piacevole (e si gode anche di meno...) del più noto "coitus", specialmente se devi camminare sui sassi...

Questi sono i "giardinetti" (scusate il termine) dietro al Cimitero.
Il palo grigio che vedete per terra, fotografato oggi 9 luglio alle ore 11:26, riposa in pace in quel punto da un sacco di tempo. Per l'esattezza lo potete ritrovare nel blog al post di febbraio, dal titolo "Elezioni Sardegna 2009", inserito, pensa un po', il 5 febbraio 2009 alle ore 11:44. Ma nonostante sia lì da molto prima che lo fotografassi, a nessuno è mai venuto in mente di rimuoverlo.
Forse aspettano che germogli e faccia tanti "palini"?

9 luglio 2009, ore 11:25 - Via De Amicis
Ancora i "giardini" (ça va sans dire) di fianco al Cimitero, con rari episodi di "verde pubblico"

9 luglio 2009, ore 11:25 - sempre in Via De Amicis (l'autore di "Cuore"), nei "giardinetti" di fianco al Cimitero.
Per avere intitolata questa via, immersa in un "verde pubblico" lussureggiante - bottiglie di birra e buste d'immondizia a parte - il buon Edmondo, invece di "Cuore", avrebbe dovuto scrivere "Fegato"...

Via Roma (tra la Pretura e il Cimitero) - Ecco la rotatoria: verdissima,
innaffiatissima e curatissima che potrebbe indurre...

... l'ignaro visitatore a pensare che tutte le rotatorie, a Olbia, siano così curate

Errore. Non tutte le rotatorie riescono col... buco!
Nel senso che siccome questa (tra le vie Siena, Belluno e Crotone) è nascosta e non la vede nessuno, all'infuori degli abitanti del rione in cui si trova, è giusto che resti così...

... praticamente un misto di tundra, steppa e savana, con un leggero viraggio stile "discarica"

Infine, una dimostrazione pratica di quello che finora vi ho detto: e cioè che tutto quello che è visibile (come la rotatoria del Cimitero, sullo sfondo) entrando in città dall'Aeroporto, dal Porto o dalle strade delle vacanze è ben curato, ma basta allontanarsi di qualche metro e il degrado è in agguato...
Ah, dimenticavo, il muro "bianco" a sinistra, pieno di scritte, è quello del Cimitero...



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