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Giardini pubblici - 4

Stamani, 19 luglio 2009, ore 12:30, sono tornato a dare un'occhiata ai... "miei" cari rifiuti dei giardinetti di Via Roma, sempre vicino alle case popolari. Ormai mi ci sto quasi affezionando, e quando li toglieranno (ma quando?) forse ne sentirò la mancanza.


Oggi è il 19 luglio, e sono le ore 12:30 circa (anche a costo di annoiarvi, vale la pena di ripetere il giorno e l'ora).
Questa è la panoramica di un tratto del lungomare di Olbia, visto dai "soliti" giardini delle
case popolari di Via Roma (a sinistra).


Un vero peccato: il panorama sarebbe molto più bello se il piazzale fosse pulito e, magari, asfaltato. Invece che sterrato, polveroso e pieno di cartacce.
E poi, non scordiamoci dei "giardini (conato & vomito) pubblici" (svenimento finale).
Eccoli qui sotto!!



Lo stivale del... gatto è ancora qui, dal 29 giugno...


... e allo stivale nel frattempo si è aggiunta una ciabatta.
Che debbano aprire un nuovo negozio di scarpe?...


Poi c'è il solito cestino, ancora pieno zeppo di rifiuti. E anche per terra la situazione non è cambiata. Dal 29 giugno!!


Veduta del mare con cestino & rifiuti


Ancora una veduta del mare con panchina & rifiuti


Ancora cestino & rifiuti, visti da un'altra angolazione...


... per arrivare alla panchina con cestino & rifiuti incorporati, intorno ai quali si respira davvero un'aria di... mare.
Peccato che non abbiano ancora inventato la fotocamera olfattiva...



E quella?... Quella camicia (quella celeste, in primo piano, voglio dire) non mi è nuova... Possibile che sia sempre lei?! Eppure non ci sono dubbi: è lei, ed è ancora lì. Dal 29 giugno! E ha fatto anche amicizia!! Eh, sì! Mi pare che stia parlando allegramente con quella che è più avanti: quella a righe.
Dunque... vediamo un po': lo stivale... (ce l'ho), la ciabatta... (pure), le camicie... (ho anche il cambio)... Chissà se trovo anche dei calzini e un pantalone: ne verrebbe
fuori un bel guardarobino...
Magari faccio una capatina fra qualche giorno... sono certo che troverò anche quelli!



Toh, un palo della luce divelto! E questo? Vuoi vedere che l'hanno preso per un reperto dell'epoca Imperiale e lo lasciano lì per i turisti? Che sia appartenuto a Tito Flavio Vespasiano? Oddìo, forse non sarà stato né di Tito, né di Flavio, ma visto dove si trova è appartenuto senz'altro a qualche Vespasiano.
Domani mi informo presso l'Ufficio Pali &
Cultura del Comune, e poi vi faccio sapere...


Terminato, per oggi, il... "Discarica Tour", imbocco il lungomare-lungostrada e m'incammino verso il centro. Stando attento a non finire spiaccicato on the road. Da una recente indagine economico-finanziaria apparsa sulla nota rivista "Sangue & Cancrena", pare che di questi tempi gli unici investimenti che rendono siano quelli in macchina. E si guadagna anche bene!
In una botta sola, se sei fortunato, ti puoi fare anche
quattro pedoni che aspettano il tram o pigliano il fresco...


Così, nel caso delle foto in questione, se non vuoi rientrare nel "programma di investimenti", puoi sempre camminare nell'apposito sentiero pietrigno sloga-caviglie riservato ai pedoni, a destra, al di là del guard-rail.


Magari torni a casa con un piede gonfio, ma ti salvi la pelle.
Sempre se non finisci in acqua...


Arrivato sano & salvo alla fine del lungomare-lungostrada, mi imbatto in una bellissima rotatoria fiorita. Capperi! penso, non è un miraggio! Vuoi vedere che sono arrivato nei pressi di un percorso cittadino "in bella vista" creato ad arte per dimostrare a chi ci passa che se le vogliono far bene, le cose, ci riescono anche loro? Questa sì che è una bella rotatoria!


Proseguo verso il Municipio (quello sullo sfondo), immerso tra aiuole con fiori a mazzi, codazzi di palmizi, negozi di sfizi, pupazzi, frizzi & lazzi.
Che bello! Si vede che qui abita la gente che conta!
Ma allora... la città, il decoro, l'ordine, la pulizia, non sono uguali per tutti? Vuoi vedere che chi abita nei paraggi di quei "giardinetti", intendo quelli delle prime foto che ho messo sul blog, paga meno tasse e perciò ha meno diritti di chi abita in centro?
Boh! Misteri tributari...


ORRRRORE!!
La bellezza florovivaistica dei luoghi orribilmente deturpata da un montarozzo di merda.

Un momento... e se fosse, invece, una scultura moderna? Una prestigiosa "merda d'artista" camuffata da cacata di mammuth?
Domani vado da un gallerista amico mio e m'informo sulle mostre in programma in città...



Questa è da non perdere!
I "cosi" piantati per terra, evidenziati in rosso "sangue" dalle frecce, sono alcuni grossi tasselli a espansione conficcati nel granito gallurese della pavimentazione.


Qui si vedono meglio.
Chi li ha messi?
Forse, penserete voi, un campeggiatore abusivo temendo che il maestrale di questi giorni gli portasse via la tenda? Oppure serviranno per ancorare i vasi da fiori (?) che, nella fantasia di qualcuno, dovrebbero segnalare l'ostacolo?


Non lo so, ma stamani, mentre li fotografavo, un turista straniero che passeggiava con la moglie ci ha inciampato. Aveva un paio di ciabattine di gomma colorate, il tapino, quelle col dito in mezzo; e si deve essere fatto parecchio male, a giudicare dalle bestemmie in francone orientale che ha lanciato per almeno cinque minuti.
Come sarebbe a dire "come faccio a sapere che parlava il francone orientale"?
Semplice: ho studiato. Prima in Carinzia, due settimane intime, e poi mi sono spostato al nord dove ho praticato l'Oberpfälzerish in birreria, fino a quando non mi hanno sbattuto fuori
.


Il palco della "Grande Estate 2009", allestito nei bei giardini antistanti il Municipio, di fronte al Museo Archeologico.


Questa me la potevate risparmiare, però... Ma come, a un centinaio di metrini dai giardini fioriti del Municipio, si ripiomba nella savana-steppa di queste aiuole piantate "a sterpi"?
E il verde, più o meno pubblico, dov'è finito?


Ah, caso mai non aveste riconosciuto il luogo, trattasi del parcheggio di fronte allo Yacht Club, vicino al molo "Brin".
Chi ha suonato?... Un momento! Non lo vede che sto scrivendo?


Mentre andavo ad aprire - ma non c'era nessuno - mi sono accorto di quelle "cose" contro la rete che cinge lo Yacht Club.
Chissà che cosa sono... Ora vado a vedere...


Non mi dire: immondizia anche qui! Ma non è possibile! È una persecuzione!
Meno male che c'era la rete, sennò mi finivano tutte nel barcarizzo...


Olbia: Chiesa parrocchiale di San Paolo (sec. XVIII)

Termino con un paio di foto di questa bella città, che ritengo ingiusto sia trattata così. Nonostante vi abbia mostrato, con l'unico scopo di scuotere qualche coscienza, molte schifezze che la deturpano, purtuttavia ci sono angoli suggestivi che, quando sono valorizzati, ne possono esprimere appieno la cultura e le bellezze.
Ma non dobbiamo andarli a cercare col lanternino...


Olbia: veduta d'insieme della Chiesa parrocchiale di San Paolo

Per raggiungerla, dal Municipio si percorre il Corso Umberto in direzione di Piazza Regina Margherita, e dopo un centinaio di metri si svolta a destra, in Via Cagliari.
Francesco Dotti

Strage di Via d'Amelio


Sono passati 17 anni dall'uccisione di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino: due Eroi italiani che con gli agenti che li scortavano stavano facendo il loro dovere per traghettarci dal Paese della Vergogna a uno migliore.
Diciassette lunghi anni di bugie e di misteri, sui quali anziché far luce per colpire i mandanti di quelle stragi è stata stesa una cappa di piombo.

Ho trovato, quasi per caso, questa interessante intervista rilasciata dal Dott. Gioacchino Genchi anche lui, come Falcone e Borsellino, lasciato solo e duramente attaccato da chi non vuole che la verità venga finalmente a galla.
Ve la propongo, questa intervista, la cui visione invita a riflettere.

http://www.youtube.com/watch?v=LbkUw0Bopmw
Francesco Dotti (la mafia, la camorra, le organizzazioni criminali, gli intrallazzoni di Stato e tutti coloro che con il crimine sono collusi - e scusate se ho dimenticato qualcuno - mi fanno schifo e spero che finiscano i loro anni in galera)

Primarie PD



Febbre suina

Incantatori di... serpenti



Quanto sto per scrivere non c'entra un fico secco con la vignetta degl'incantatori di serpenti. Forse, col turbante... o col tappeto...
Ma siccome oggi ho ricevuto questa simpatica storiella da un caro amico malese (di religione musulmana) - scritta in un inglese facile facile che, nonostante la mia ignoranza, aggiustando qualcosina, sono riuscito a tradurre senza grosse difficoltà -, dato che mi è piaciuta ve ne faccio dono.
Chiedo scusa agli amici musulmani, che non voglio assolutamente offendere, ma l'ho messa così, tanto per farci due risate tutti insieme.
A volte fa bene, ridere insieme. Anche se spararsi addosso o tagliarsi la gola può sembrare più facile...
Ecco la storiella.

Primo giorno di scuola. Un bambino, di nome Mohammed, entra in classe.

"Come ti chiami?" gli chiede l'insegnante.
"Mohammed" risponde il bambino.
"Vedi, siccome qui siamo in Australia, non ci sono Mohammed. D'ora in poi il tuo nome sarà Bruce!" gli risponde l'insegnante.
Il pomeriggio Mohammed torna a casa.
"Com'è andata la tua giornata, Mohammed?" gli chiede la mamma.
"Il mio none non è Mohammed. Io sono in Australia e il mio nome è Bruce" risponde il bambino.
"Ah, ti vergogni del tuo nome, cerchi di rinnegare i tuoi genitori, le tue origini, la tua religione? Vergognati!!" e lo picchia.
Poi chiama il babbo, gli racconta tutto, e anche lui lo picchia selvaggiamente.
Il giorno seguente Mohammed torna a scuola e, quando la maestra lo vede pieno di lividi, gli chiede:
"Che ti è successo, piccolo Bruce?"
"Ebbene, non ci crederà Signora Maestra, ma appena due ore dopo essere diventato Australiano sono stato attaccato da due fottutissimi Arabi!"

Versione originale:

For the first time, Mohammed entered his new classroom.

"What is your name?" asked the teacher.
"Mohammed"..... answered the kid.
"But we are in Australia and there is no Mohammed. From now on your name will be Bruce!" replied the teacher.
In the evening, Mohammed returned home.
"How was your day, Mohammed?" asked his mother.
"My name is not Mohammed. I am in Australia and now my name is Bruce."
"Ah, are you ashamed of your name, are you trying to disown your parents, your heritage, your religion? Shame on you!!" and she beat him. Then she called his father and he too beat him savagely.
The next day Mohammed returned to school.
When the teacher saw him with all the bruises she asked:
"What happened to you little Bruce?"
"Well, Miss, just 2 hours after becoming Australian, I was attacked by two fuckin' Arabs!...."


Questa era la versione originale. Grazie per le risate, che spero grasse e numerose, e un devoto saluto dal vostro fottutissimo Francesco Dotti



Papi

Scuola & bocciature



Ho letto, o visto, da qualche parte (mi pare si trattasse del sito YouReporter.it) un servizio su alcuni studenti di Scienze Politiche ai quali l'intervistatore chiedeva, ottenendo le risposte più fantasiose e improbabili, chi fosse Enrico Berlinguer. Ce ne fosse stato uno che avesse azzeccato quella giusta!
Ancora in televisione, credo in un telegiornale, l'annunciatrice leggeva "asfìssia" (con l'accento sulla prima "i") invece di "asfissìa". Ancora in televisione, qualche sera fa veniva presentato un servizio scrivendo "illeicità", al posto di "illiceità". Lapsus calami, senza dubbio.
E se me le fossi segnate tutte chissà quante ancora ve ne avrei raccontate...

La lenta demolizione culturale che a partire dal fatidico Sessantotto è stata compiuta nella scuola (cominciando dall'abolizione del latino e di molte altre cose utili come l'alzarsi in piedi quando entra l'insegnante), ha prodotto i risultati che oggi vediamo.
Così la vignetta che vi propongo stasera è di stupidità pari, quasi, a quella dimostrata in questi lustri da chi aveva in mano le redini della scuola e non ha mai fatto nulla per rimediare. Prosit.
Francesco Dotti (ignorante patentato)

Giardini pubblici - 3

Dal 28 giugno, poi il 2 luglio (vedi post precedenti), per arrivare a oggi, 16 luglio 2009 alle ore 11:25, i "giardini" (scusate ancora il termine) di Via Roma, lato Case popolari, sono sempre in queste condizioni.
E nessuno si preoccupa di ripulirli:
VERGOGNA !!


Stamattina c'era anche uno stivale: che sia di qualche... gatto che l'ha perso rincorrendo i topi?


Senza parole - 1


Senza parole - 2


Senza parole - 3


Senza parole - 4


Senza parole - 5


Senza parole - 6

C'è davvero di che rimanere "senza parole"...

Biotossine algali


BIOTOSSINE ALGALI



Ponte tra Via Roma e Via Redipuglia - 16 luglio 2009 ore 11: 30


Ponte tra Via Roma e Via Redipuglia - 16 luglio 2009 ore 11: 30


Ponte tra Via Roma e Via Redipuglia - 16 luglio 2009 ore 11: 30


Ponte tra Via Roma e Via Redipuglia - 16 luglio 2009 ore 11: 30


Ponte tra Via Roma e Via Redipuglia - 16 luglio 2009 ore 11: 30


Ponte tra Via Roma e Via Redipuglia - 16 luglio 2009 ore 11: 30


Stamani, durante il mio periodico giro per gli "immondezzai cittadini dimenticati", mi sono imbattuto in un gruppetto di avventurosi "cercatori" i quali, immersi fino alle anche nelle acque interne, molto, mooolto interne del porto di Olbia - tutt'altro che pulite -, rovistavano nei fondali fangosi alla ricerca di "tesori" nascosti. Escludendo si trattasse di cercatori d'oro, d'argento o di lumache (è da tanto che non piove...), mi sono avvicinato e ho visto che quelle recuperate dalla melma non erano né pepite, né lumache, ma arselle. Allora, pensando a una tavola imbandita sulla quale a pranzo avrebbero forse campeggiato, in una variopinta salsetta, vibrioni e salmonelle "in bella vista", ho scattato le solite foto e non appena ho incontrato una pattuglia di Carabinieri ho raccontato loro tutto.
E' chiaro a questo punto che se il prodotto (nel caso in questione le arselle-pepite-lumache) non fosse sottoposto ai controlli sanitari di legge prima di essere commercializzato, ovvero se qualche ristoratore disonesto lo acquistasse dagli improvvisati "cercatori", lo cucinasse e poi lo mettesse in tavola, i rischi per la salute di chi dovesse consumarlo diventerebbero elevati.
Non si possono mettere a repentaglio anni di tradizione di "arsellai" seri, oltre ad una delle pietanze più gustose della cucina isolana - e non solo - per colpa di alcuni malnati senza scrupoli.
Le arselle, le vongole, le cozze e tutto quello che proviene da fonti affidabili e controllate dalle ASL non è pericoloso.
(v. Decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 530 - Suppl. ordinario alla Gazz. Uff., 11 gennaio, n. 7 pubblicato su: www.sardegnasalute.it/documenti/9_99_20070220105004.pdf - ).



"I molluschi eduli lamellibranchi (mitili, vongole, pettini, ostriche), in virtù della loro particolare modalità di alimentazione, basata sulla filtrazione giornaliera di notevoli quantità di acqua (filter-feeding), possono accumulare all'interno del proprio tessuto digestivo (epatopancreas) significative quantità di cellule algali tossiche e di tossine. E’ così comprensibile come per l’uomo sia possibile intossicarsi, nutrendosi dell’intero contenuto delle valve dell’animale. Inoltre, nessun trattamento con alte e basse temperature ha la capacità di inattivare la tossina; quindi né cibi freschi, né cibi surgelati, né ben cotti sono sicuri, se non sono stati precedentemente controllati".
Tratto da: http://www.arpa.emr.it/cms3/documenti/_cerca_doc/mare/progetto_mare/biotossine.htm
(quanto sopra riportato è chiaro che vale a seconda del posto dove questi lamellibranchi vengono pescati e dai controlli sanitari che su di essi sono stati fatti).

I controlli per stabilire se i parametri chimici e microbiologici rientrano nella norma sono affidati alle ASL; le ordinanze che ne consentano o ne proibiscano la commercializzazione spettano al Sindaco. Ogni provvedimento emanato viene trasmesso e notificato ai segg. organi del territorio di appartenenza:

- Direttore generale della ASL
- Capitaneria di Porto
- Comando Polizia Municipale
- Comando Compagnia Carabinieri
- Commissariato di Pubblica Sicurezza
- Assessorato Igiene e Sanità
- Ufficio Sanitario Marittimo
- Prefettura

Francesco Dotti

Contro la proposta Alfano

Sole pericoloso


Abbronzati, o... incazzati neri?

Anticicloni e caldo africano in agguato, temperature torride dappertutto, Protezione Civile allertata e umidità con valori da pentola a pressione.
Se poi ci aggiungiamo le meduse-killer, il caro-spiaggia e le file sull'autostrada, il quadretto è completo.

Questi gli interrogativi che assilleranno nei prossimi giorni tutti coloro che si metteranno in viaggio verso le tanto agognate vacanze marine.
Francesco Dotti (bagnino part time, ma sudato full)

Licenziamenti e crisi

Abruzzo: nuovi terremotati?



Rotatorie e verde pubblico


Olbia, una bella città stupendamente incorniciata da mare, cielo e montagne. Però...

Mi si dice - quando critico le cose che non vanno nella città dove sopravvivo - che Olbia è cresciuta troppo in fretta. Può darsi che sia così, ma non si può usare come giustificazione per tutto quello che si poteva fare e che non è stato fatto. Sarebbe stato sufficiente programmarli, questa città e il suo territorio, guardando più in là del proprio naso, e prevederne lo sviluppo. Non è forse questo lo scopo della politica? Perciò continuo a fotografare. Il "verde pubblico" e tutto il resto, dichiarandomi disposto a condurre gli scettici e chiunque volesse contraddirmi a spasso per i "santuari" del degrado cittadino. D'altra parte, se Olbia è stata sempre definita la "porta della Sardegna" un motivo ci dev'essere. Ogni anno, dai tempi della nascita della Costa Smeralda, dal mare e dal cielo vi arrivano milioni di turisti e ogni anno, nonostante io mi sforzi di conservare intatta l'immagine di questi luoghi, quei simboli che mi avevano fatto entrare la Sardegna così profondamente nel cuore non esistono più, travolti dalle speculazioni, dai saccheggi del territorio e dall'incapacità di gestire queste meravigliose "fortune" naturali. Cittadini impreparati e da tempo bovinamente avvezzi ad antichi e poco nobili servimenti, politicanti da quattro soldi sostenuti da amministratori arruffapopoli e imprenditori senza scrupoli, nel nome dei soldi, dei presunti posti di lavoro e dei presunti "risanamenti", hanno letteralmente stravolto, nel tempo, addirittura le leggi della Natura nella vocazione alla devastazione.
Avviene purtroppo spesso che, favoriti da decreti dilatori e da legge pilotate, volpescamente interpretabili, siano in agguato - quando non si realizzino - progetti che prevedono immani colate di cemento o "gazebo" in concessione sulle già ferite coste sarde. E poi le strade disintegrate dai sempiterni "lavori in corso", i rabberci alle perdite d'acqua, la sporcizia dilagante, il traffico caotico e puzzolente con i ridicoli ingorghi da tangenziale sui ponti interrotti (quello del Padrongiano) e sulle rotatorie a corollario di sempre più fatue "vacanze".
Tutto ciò in un luogo in cui i periodi di libertà e di riposo, le vacanze appunto, dovrebbero significare solo tranquillità e relax.
È chiaro che le mie critiche vanno solo agli sporcaccioni, agli inquinatori, agli intrallazzoni e a tutti coloro che antepongono solo i propri interessi a quelli della collettività. Fortunatamente esistono amministratori e imprenditori seri e onesti, spesso però tenuti fuori dalla "stanza dei bottoni", ed è a questi, oltre che ai cittadini stanchi di questo andazzo e che come me riescono ancora a scandalizzarsi, che io chiedo aiuto e dico loro: "Ribellatevi, perché tutto questo è profondamente ingiusto!".
Viva allora i campi da golf, i centri congressi, le scuole di vela, i musei etnografici ed archeologici, i percorsi di trekking, le gite a cavallo e i maneggi.
Quelli seri, però. Intesi come il luogo dove si compie l’esercizio del cavalcare, e non quello di essere cavalcati!
Francesco Dotti


Via Lecce - 7 luglio 2009. ore 20:00


Sempre Via Lecce, il giorno dopo, alle ore 17:52.
L'immondizia è ancora lì. Come mai?



Via Lecce (ang. Via Isernia) - 7 luglio 2009, ore 20:00, un'eloquente immagine del "verde pubblico". E pensare che ci hanno messo al decimo posto, dopo Grosseto.
Per che cosa? Come sarebbe a dire "per che cosa"? Ma per il "verde pubblico", è ovvio!



7 luglio 2009, ore 19:57 - "Verde pubblico" in Via Crotone (ang. Via Lucca)


Via Vicenza, 7 luglio 2009 ore 20:00, aiuola di fronte ad una scuola.
Qui un altro fulgido esempio di "verde pubblico". C'è solo da sperare che gli studenti non si abituino a simili immagini, perché se qualcuno di loro da grande si butterà in politica probabilmente le considererà "normali"...



Altra aiuola, sempre in Via Vicenza. Il giorno della foto è il 7 luglio 2009, alle ore 20:15
e l'aiuola in questione non mi sembra un bell'esempio di "verde pubblico"...



Stessa aiuola, fotografata il giorno successivo (cioè 8 luglio) alle ore 18:03.
Non è cambiato assolutamente nulla: il "grumo" di cellophane per imballaggi è ancora lì, a destra, vicino al marciapiede, e così tutto il resto dell'immondizia che si vede sull'aiuola.
Ma... la pulizia delle strade non andrebbe fatta tutti i giorni?
O si aspetta che ci pensi il vento?...


Via Agrigento, 7 luglio 2009 ore 20:15
Interessante esperimento su "come ti faccio scomparire un marciapiede, senza toccare
l'erbaccia".
Facile: mentre l'erbaccia vi alligna da anni, il marciapiede, invece, non c'è mai stato!



Via Ancona, sempre il 7 luglio 2009 alle ore 20:15
"Calca pedibus interruptus", meno piacevole (e si gode anche di meno...) del più noto "coitus", specialmente se devi camminare sui sassi...


Questi sono i "giardinetti" (scusate il termine) dietro al Cimitero.
Il palo grigio che vedete per terra, fotografato oggi 9 luglio alle ore 11:26, riposa in pace in quel punto da un sacco di tempo. Per l'esattezza lo potete ritrovare nel blog al post di febbraio, dal titolo "Elezioni Sardegna 2009", inserito, pensa un po', il 5 febbraio 2009 alle ore 11:44. Ma nonostante sia lì da molto prima che lo fotografassi, a nessuno è mai venuto in mente di rimuoverlo.

Forse aspettano che germogli e faccia tanti "palini"?


9 luglio 2009, ore 11:25 - Via De Amicis
Ancora i "giardini" (
ça va sans dire) di fianco al Cimitero, con rari episodi di "verde pubblico"


9 luglio 2009, ore 11:25 - sempre in Via De Amicis (l'autore di "Cuore"), nei "giardinetti" di fianco al Cimitero.
Per avere intitolata questa via, immersa in un "verde pubblico" lussureggiante - bottiglie di birra e buste d'immondizia a parte - il buon Edmondo, invece di "Cuore", avrebbe dovuto scrivere "Fegato"...



Via Roma (tra la Pretura e il Cimitero) - Ecco la rotatoria: verdissima,
innaffiatissima e curatissima che potrebbe indurre...

... l'ignaro visitatore a pensare che tutte le rotatorie, a Olbia, siano così curate


Errore. Non tutte le rotatorie riescono col... buco!
Nel senso che
siccome questa (tra le vie Siena, Belluno e Crotone) è nascosta e non la vede nessuno, all'infuori degli abitanti del rione in cui si trova, è giusto che resti così...

... praticamente un misto di tundra, steppa e savana, con un leggero viraggio stile "discarica"


Infine, una dimostrazione pratica di quello che finora vi ho detto: e cioè che tutto quello che è visibile (come la rotatoria del Cimitero, sullo sfondo) entrando in città dall'Aeroporto, dal Porto o dalle strade delle vacanze è ben curato, ma basta allontanarsi di qualche metro e il degrado è in agguato...
Ah, dimenticavo, il muro "bianco" a sinistra, pieno di scritte, è quello del Cimitero...

Accattonaggio e minori


Scattata a Cagliari, in Via Dante, l'8 maggio scorso alle ore 11:37

Si è scritto tantissimo, e si continua a farlo, per tentare di eliminare lo sfruttamento dei minori e tutelarli contro qualsiasi forma di schiavitù, ma se alle parole non seguono le azioni tutto resta aria fritta. Ed è anche inutile stabilire sanzioni - penali, amministrative o di altra natura - se poi non si fanno i controlli adeguati e queste sanzioni non si applicano.
Un bambino non si sfrutta solo sessualmente o facendogli fare lavori che per età non gli competono. Non è forse sfruttamento costringerlo a rimanere per molte ore al giorno in zone di intenso traffico, esposto all'inalazione di gas nocivi?
Eppure anche il Codice penale, all'art. 671 (Impiego di minori nell`accattonaggio), dice chiaramente che:
"Chiunque si vale, per mendicare, di una persona minore degli anni quattordici o comunque, non imputabile (c.p.85), la quale sia sottoposta alla sua autorità o affidata alla sua custodia o vigilanza, ovvero permette che tale persona mendichi, o che altri se ne valga per mendicare, è punito con l`arresto da tre mesi a un anno.
Qualora il fatto sia commesso dal genitore o dal tutore, la condanna importa la sospensione dall`esercizio della potestà dei genitori (c.p.34) o dall`ufficio di tutore"
E il codice, credo, non giustifica gli aspetti e gli stili di vita della cultura del paese d'origine, o le difficoltà d'inserimento nella società ospitante e le reali opportunità che essa può offrire. Invece, credo, aspetta solo che qualcuno applichi quello che sancisce.
O no?

Francesco Dotti

Yacht Club di Porto Rotondo


Qualche giorno fa, nel corso di alcuni lavori di manutenzione, è andata completamente distrutta la sede storica dello Yacht Club di Porto Rotondo. Per fortuna i danni si sono limitati solo alla struttura e non hanno causato feriti tra gli operai che vi lavoravano.

Ora, dell'elegante edificio in legno bianco e celeste costruito nel 1985 e simbolo dello yachting mondiale, sono rimasti solo dei tristi mozziconi anneriti dal fuoco.

Francesco Dotti


A few days ago, during some maintenance works, the Yacht Club in Porto Rotondo was totally destroyed because of a fire. Luckily the damages were only at the building and none was hurt.
Built in 1985 in a very elegant and typical colonial style it was the symbol of yachting all over the world, now it’s only a heap of ash.
Roberta Dotti




Lo Yacht Club, com'era prima in tutto il suo splendore


Nelle immagini che seguono lo vediamo com'è oggi, dopo l'incendio che lo ha devastato







Giardini pubblici - 2


Siccome non intendo abbandonare la mia denuncia fotografica, stamani (4 luglio) ho rifatto il solito giro per la città (se non si fosse capito, sto parlando di Olbia) per fotografare le cose che non vanno. Ho avuto solo l'imbarazzo della scelta, perché sapevo già dove colpire sicuro.
E ve le mostro di nuovo, queste foto. Con la rabbia nel cuore, però, nel vedere posti così belli ridotti in simili condizioni.
I colpevoli? Presto detto: primi fra tutti i maleducati che sporcano; poi, a ruota, seguono gli amministratori, che sembrano non accorgersi di quanto male facciano simili "panorami" all'immagine della loro città e di chi la abita, e che non puniscono severamente i responsabili.
Infine gli stessi cittadini che, in una sorta di rassegnata acquiescenza come se afflitti da un male incurabile, non ci fanno più neppure caso. Eppure, parlando con alcune persone,
c'è ancora qualcuno che si indigna e che mi dice che faccio bene: "Ah! Allora è lei quello che va in giro a far fotografie?!..."
Oddìo, a cercare bene qua e là qualcosa di azzimato e ben tenuto si trova. Ma sono solo i luoghi più in vista, quelli che incontri quando scendi dalla nave o dall'aereo. Lì sì che sembra tutto lindo e pulito: le enormi, nuovissime rotatorie con le aiuole verdi e fiorite, innaffiate a tutte le ore e senza neppure una cicca o un pezzettino di carta. Poi il famosissimo "Parco del Fausto Noce", con le fontane come a Versailles, dove puoi andare a fare footing, jogging, meeting e un sacco di altre cose con la "ing". Per non parlare dei marciapiedi di Viale Aldo Moro, con gli alberelli e i muretti per sederti a riposare, che arrivano fino quasi alle casse dell'Iperstanda.
E si salva anche qualche pezzo del centro storico, tra quelli più in vista, come la bella Basilica di San Simplicio o i giardini davanti al Municipio e qualcos'altro.

Ma se invece abiti in un quartiere lontano, come il mio per esempio, che di rotatorie ha solo quella del cimitero - la vita, si sa, è una ruota: oggi a te, domani a un tuo parente -, dove i marciapiedi sono davvero pochini e finiscono quasi subito, e al Parco ci devi per forza arrivare in macchina dopo aver attraversato la città e fatto a coltellate nelle file, sudato e incolonnato nei lavori in corso per la posa dei tubi del gas e per le nuove rotatorie, le altre, che saranno grandissime, verdissime, fioritissime e innaffiatissime, allora pensi sul serio di vivere in un altro mondo. Forse il terzo?
E pensare che hanno messo Olbia al decimo posto, dopo Grosseto, per il "verde pubblico". Roba da far "ridere i polli" - come diceva il buon Totò .
Francesco Dotti


Qui siamo nel quartiere "Bandinu", nei pressi di una banca e di un bar, dove le aiuole si usano spesso per parcheggiarci la macchina.
Ecco, persone tipo il padrone di quest'auto "Dove passa il mio bulldozer non crescerà più un filo d'erba!"...

... oppure il proprietario di quest'altra, di dimensioni più ridotte ma ugualmente parcheggiata da cani, andrebbero rieducate - ammesso che prima lo siano state - a suon di contravvenzioni; oppure mettendolole a lavorare per risistemare quello che hanno contribuito a guastare.
Per forza sulle aiuole non ci cresce nulla!


Toh, chi si rivede: la camicia! È sempre la stessa camicia che era lì il 28 giugno, il 2 luglio e anche oggi, 4 luglio, alle ore 9:15. Vuoi vedere che siamo nella "cabina armadio" en plein air di qualche buontempone che viene a cambiarsi proprio qui? Eppure è lei, non v'è dubbio...


Anche la sporcizia ai piedi del cestino, ricolmo e traboccante, che nessuno nel frattempo ha svuotato (che sia proibito?...), è sempre la stessa che lì giace dal 28 giugno. Una prece.
E oggi, Siòri e Siòre, è il 4 luglio


Questa immagine, che è di stamani (4 luglio, ore 9:15), è uguale a quella scattata il 28 giugno scorso (cioè una settimana fa!) e anche il 2 luglio nei "giardini pubblici" di Via Roma, vicino alle Case popolari.
Ma le bottiglie sono ancora lì...
Che siano destinate all'invecchiamento?


Olbia - 4 luglio 2009, ore 9:10
Qui, invece, siamo ai "Giardini pubblici" di Piazza Marinai d'Italia (ang. Via Ariosto, quartiere Sacra Famiglia)


Olbia - 4 luglio 2009, ore 9:28
Ci spostiamo di qualche centinaio di metri, sempre nel quartiere Sacra Famiglia, e arriviamo al vecchio mattatoio di Via Roma (una strada centrale e trafficata, che da un lato porta fuori dalla città - in direzione dell'Aeroporto e di Città Mercato -, e dall'altro verso il centro e il Porto).

A parte la sporcizia e le erbacce, che sono lì da tempo immemorabile, lungo il marciapiede manca da sempre una ringhiera che eviti pericolose cadute


Idem, come sopra


Ancora come sopra, cambia solo l'angolazione

Giardini pubblici

Olbia: giardini pubblici... fuori dal Comune?

Legenda: la prima immagine, in alto, si riferisce a domenica 28 giugno; mentre sotto c'è quella di oggi, 2 luglio. In ogni caso, per evitare dubbi, sotto ogni foto l'ho anche scritto.
La differenza è che... non c'è differenza!


scattata domenica 28 giugno, ore 20:30 (vedansi i raggi solari, radenti, al tramonto).
L'elemento in primo piano è ciò che resta di una camicia; poco distante, un cartone per la pizza... alcuni rifiuti che assediano un cestino, che non li può contenere perché è pieno fino all'orlo e nessuno l'ha svuotato... senza contare l'erbaccia secca che fa da contorno.
Davvero un bel panorama!


questa è l'immagine di oggi, 2 luglio, ore 9:30 (qui l'ombra è netta, perpendicolare al terreno). Cambiano solo data e ora: la camicia, infatti, l'hanno spostata un po' ma è ancora lì; e anche le immondizie che circondano la panchina e l'obeso, traboccante cestino sono sempre le stesse


scattata domenica 28 giugno, ore 20:30


scattata oggi, 2 luglio, alle ore 9:30, con un primo piano del cestino e di quello che c'è ancora sotto


scattata domenica 28 giugno, ore 20:30


scattata oggi, 2 luglio, alle ore 9:30, con un primo piano del solito cestino accerchiato dai rifiuti.
Tutto ciò malgrado i cittadini paghino fior di quattrini di Tarsu (ovvero la tassa sui rifiuti solidi urbani) per avere una città pulita, e che invece viene lasciata in queste condizioni
.
Possibile che i responsabili non si vergognino?


scattata domenica 28 giugno, ore 20:30


scattata oggi, 2 luglio, alle ore 9:30.
In questa immagine, dalla quale si evince che il "giardino" è in una zona vicinissima al mare, e pertanto dovrebbe essere un luogo gradevole per trascorrervi qualche ora di relax, ammiriamo un variegato primo piano di bottiglie


Il racconto

È domenica sera, fa caldo, e devo ancora cenare. Così, come "aperitivo", mi viene in mente di uscire a fare due passi. Avendo letto da qualche parte che Olbia è al decimo posto, dopo Grosseto, come verde pubblico, per vedere quanto corrisponda a verità questa classifica m'incammino verso i "giardini pubblici" di Via Roma - una zona centrale, nei pressi delle case popolari . C'è ancora qualche raggio di sole nel cielo, e poi sono stato in casa tutto il giorno: una passeggiata mi farà bene.
Io sono di Pistoia, e poco m'importa se, nella classifica, Olbia viene dopo Grosseto. Invece m'incazzo come una iena quando mi accorgo dello squallore e del sudiciume che regnano nel
mio verde pubblico, tuttavia inserito al decimo posto dopo Grosseto. Soprattutto perché le tasse sulla nettezza urbana io le pago a Olbia e non a Grosseto. Le foto sono state scattate tutte il 28 giugno verso le 20:30, e il loro contenuto è chiaramente visibile. Probabilmente, essendo domenica, i netturbini non sono passati perché è festa. Bene. Si fa per dire, naturalmente, ma non è una giustificazione perché le pulizie si fanno anche nei giorni di festa. Perciò, rinfoderata la fotocamera e trattenendo a stento rabbia e conati di vomito (alla faccia dell'aperitivo!), me ne torno a casa.
Stamani, che è giovedì 2 luglio - e da domenica sono passati quasi quattro giorni -, mi torna in mente di fare un "ripassino" da quelle parti per vedere se qualcosa è cambiato. Aripiglio la macchina fotografica e verso le 9:30 aritorno ai "giardini pubblici". Sempre quelli di Via Roma, sempre quelli vicino alle case popolari.
C'era da immaginarselo: i rifiuti sono ancora lì, dove li avevo (avevano) lasciati domenica. Forse - peccato che non li avevo contati prima -, se n'era aggiunto addirittura qualche altro. Scatto le solite foto, più incazzato che mai, e questa volta le metto sul blog.
Vergogna!!

Francesco Dotti

Cagliari - San Saturnino



Cagliari - tra le centrali Via Dante e Via Sonnino, troviamo la Piazza San Cosimo, dove è ubicata la bellissima Basilica di San Saturnino


Recentemente restaurata, la Basilica è il più vecchio monumento religioso paleocristiano della Sardegna, la cui parte più antica risale al V - VI secolo





E questo è l'acquerello che ho disegnato. Non è proprio uguale, ma...

Penso positivo


Stamani, come del resto ho fatto anche ieri e l'altro ieri, non sono andato al mare. Ma anche prima dell'altro ieri non siamo andati al mare. E' da quando siamo rientrati da Cagliari che non andiamo al mare. Non mi andava proprio di fare la fila sui ponti interrotti, o lungo i percorsi obbligati e ad ostacoli creati per la realizzazione delle ultime rotatorie, e così, in attesa che un giorno o l'altro prenderemo la decisione di andarci alle sei di mattina, a questo benedetto mare, ho acceso il ventilatore e sono rimasto a casa. Ormai lo faccio da un po', e anche se ho un'artrosi eolica da ventilatore che mi ha quasi paralizzato il braccio destro (tanto, che mi frega: io sono mancino!), a casa mia sto bene e faccio quello che mi pare.
Mi sono seduto sul divano, circondato da penne e da libri, e dopo tre sigarette ho iniziato a pensare. Poi, di pensiero in pensiero, ho rivissuto i giorni trascorsi a Cagliari lontano dalle mie cose, lasciate a casa accatastate un po' dappertutto e frutto di anni di acquisti in nome del consumismo. Eppure, nonostante a Cagliari non avessi portato nulla di quelle cose, non ne sentivo la mancanza. Tutt'altro. A Cagliari mi è tornata la voglia di dipingere, di andare in giro senza meta per la città, e si è risvegliata in me quella curiosità che credevo perduta. Quella che, la mattina quando riapri gli occhi, ti fa vedere il giorno che inizia come uno completamente diverso e nuovo che ti spinge a saltare giù dal letto come quando avevi vent'anni. A Cagliari mi sono comprato una scatoletta di acquerelli, senza marca, qualche pennello a buon mercato - e pensare che a casa ne ho di tutti i tipi di pelo e di misura, alcuni addirittura mai usati - e un blocco di carta, anonimo anch'esso. Che emozione, ricominciare daccapo! E dal nulla, quasi. E poi, finalmente un tavolo libero: sul quale trovare immediatamente quello che occorre. Non come a casa mia, dove da tempo regna un disordine "stratificato". Infatti, nel mio, diciamo "studio", è accaduto come per la crosta terrestre: ci sono le ere geologiche. Dal periodo "Bozzettiàno" e "Disegnàno" (formazione e realizzazione delle prime idee), sono giunto all'"Oleìfero" e "Temperàssico" (prime composizioni a olio e a tempera), per transitare nell'"Acrilicocène Informale Superiore" e "Acquerelliano" (metamorfismo artistico a placche, con emersione finale delle acque). Tutti terminati nella formazione della definitiva "Crosta Tavolinica", cioè la già citata stratificazione di quanto venga quotidianamente appoggiato sui miei tavoli da lavoro.
Così capita spesso, purtroppo, che passi delle ore, se non delle intere giornate, prendendomela anche con quell'innocente di mia moglie, nella vana ricerca di qualcosa che "Elisaaa! Eppure lo avevo messo qua!". E la stessa cosa accade per i lavori "archiviati" col compiutero sulle centidecine di ciddì e divvuddì, che hanno saturato ogni anfratto dei miei scaffali.
Per non parlare di quelli "parcheggiati", prima della masterizzazione, sui ben quattro hard disk da svariati giga che la recente e progressiva caduta dei prezzi del mercato informatico, oltre all'invenzione della superfluocrazia, mi hanno fatto acquistare asservendomi all'aumento dei bisogni e favorendo la domanda interna. Ho tutto, continuavo a pensare, ma non sono felice. Perché? Forse, sono diventato superfluo anch'io? Intendo per me stesso. Ho l'armadio pieno di roba, tutta di poco valore, ma vesto sempre le solite cose. Lo stesso accade per le scarpe, quasi tutte acquistate dai cinesi ai saldi: neppure fossi un millepiedi. Addirittura ho due dentiere: non si sa mai, mi suggerì il mio odontotecnico di fiducia, metti che una ti si rompa prima di un incontro importante. Come faresti?
Così sono diventato eccedente, anche per me stesso. Gettare via tutto, quindi, e cambiare radicalmente vita, o gettarsi, insieme a i ciddì, ai divvuddì, alle dentiere e a tutto il resto?
Essere, o non essere: that is the question.
Francesco Dotti