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Riflessi

E adesso, un po' di bianco e nero per la gioia (spero) degli amanti di questa tecnica che, ahimè, sta cadendo in disuso. Almeno tra i giovanissimi...
Sono immagini scattate stamattina, verso le 12, con luce ambiente abbastanza forte, e non hanno assolutamente la pretesa di essere per forza belle.
I dati tecnici sono: fotocamera digitale Olympus SP-560 UZ; 50 ISO; ƒ 5,6; tempo... bello.
Il giudizio, al quale mi sottopongo volentieri, come sempre spetta a voi.
Grazie


Riflessi nell'acqua (banale, lo so, ma sono proprio riflessi nell'acqua...)

Alla fonda - 2


Particolare di yacht all'ancora, utilizzando gli infrarossi

Alla fonda


Particolare, solarizzato, di yacht all'ancora

Marina di Olbia


Stamattina, complice la meravigliosa giornata di sole quasi estiva (roba da farsi il bagno!!), ho fatto una passeggiata lungo il nuovo porticciolo turistico. E osservando le barche che vi erano ormeggiate - non proprio da... poveracci - ho l'impressione che il "Marina di Olbia", prima o poi, toglierà parecchi ormeggi ai più gettonati Porto Cervo e Porto Rotondo.
La città è vicina, con i supermercati, l'aeroporto, il porto e molte altre comodità, senza doversi infognare nel caotico traffico estivo e restare per ore incolonnati in chilometriche file...

Calendario 2010


Spett. Freundinnen, Preg. Tran' s, Egr. Freunde, das ist il mio nuovo calendario sardo (meinen neuen Sardischen Kalender).
Quanti errori ho fatto nella mia Überlieferung?

Laziogate - 2


Pare che sia stato trovato carbonizzato il corpo di Brenda, il/lo/lu/le/la transessuale coinvolto/a nello scandalo che ha travolto l'ex governatore del Lazio...

Omicidi al volante



In vino... vanitas

Sono le 23:55 di lunedì 16 novembre e Rai Uno sta trasmettendo una interessante inchiesta di Monica Maggioni sugli incidenti causati dalla guida in stato di ebbrezza o, peggio, da chi ha assunto droghe.

Immagini sconcertanti. Tremende.
Prima interruzione pubblicitaria o, come si dice, "consigli per gli acquisti".
Tra le due o tre mandate in onda c'è anche quella della Martini. Sottofondo musicale de "La vie en rose".
Si vedono giovani con il bicchiere in mano contenente la gustosa bevanda rosata che passeggiano e sorridono allegri alla vita. Anch'essa colorata di rosa.
Messaggio finale: "Bevete responsabilmente".

Che dire?
Francesco Dotti

Giustizia: processo breve


Dopo la banda larga, il processo a... bandana breve?
Intanto, nella maggioranza, aumenta la tensione. Speriamo che per recuperare qualche euro non ce la facciano pagare nella prossima bolletta!

Il muro di Berlino


IL MURO DI... MERLINO

Ieri sera, aspettando che mi venisse sonno, ho deciso per il suicidio catodico e mi sono tosto sintonizzato su "Il grande fratello". E così, prima della catalessi a rilascio controllato, ho fatto appena in tempo a sentire le ultime due domande di "cultura" che la Preg.ma Signora (o Signorina) Marcuzzi rivolgeva agli abitanti della "casa".
Una riguardava il significato della parola "favella", mentre l'altra chiedeva cosa volesse dire "foggia". Non vi dico le risposte... Specialmente l'ultima, visto che uno dei due concorrenti era di Bari...
Perciò, considerando che ieri cadeva il ventesimo anniversario di Berlino unita, mi è venuto in mente di disegnare questa vignetta immaginando i cólti partecipanti di quella utilissima trasmissione a sfondo social-pecoreccio come se fossero i giornalisti incaricati del servizio.
Francesco Dotti (chi lo vuole il mio televisore?)

Olbia - San Simplicio




Ancora un'immagine della bella Basilica romanico-pisana, edificata tra l'XI e il XII secolo.
Alcuni giorni or sono, nel post "Olbia e dintorni", ho ricevuto una segnalazione da un lettore che si firmava "P1mK0" a proposito di un supposto "degrado" nell'area prospiciente la Basilica.


Così, l'altra mattina (il 4 novembre) ci sono andato ma non ho notato alcunché potesse riferirsi al "degrado" segnalato dal lettore, che tranquillizzo subito.
Tutto era in ordine, pulito e ordinato, se escludiamo alcuni "lavori in corso" che tuttavia non inficiano l'impressione che da quella visita ho ricevuto.


San Simplicio, nell'austerità della sua architettura e degli arredi, è semplicemente meravigliosa e resta uno dei più bei monumenti ecclesiastici che possiamo vantare.
Non solo in Sardegna.

P.S.
Le immagini originali sono disponibili presso l'Autore, qualora si desiderasse acquistarle

Specchio delle mie brame


Speriamo che non gli si rompa lo specchio... Lo sai, sennò, quanti anni di disgrazie?...

Crucifige!


L'importante è che l'immagine di quest'Uomo resti, viva, nei nostri cuori e che non ci costringano, con sentenze e tribunali, a doverlo guardare dal buco della serratura.
Il guaio, secondo me, è che da tempo si stia tentando di tutto pur di cancellarlo proprio dai nostri cuori. Ed in questo, cricifiggendolo di nuovo, anche noi gli stiamo dando una mano.
Ciò è davvero triste...

Crocifisso di classe


Sono passati duemila anni, e questo poveraccio non lo lasciano ancora pace. Mi chiedo chi glielo abbia fatto fare di sacrificarsi per noi, che poi lo ripaghiamo così male.
Non vi piace la Croce in classe? Non guardatela. Ma non toglieteci un simbolo al quale siamo affezionati e che non dà fastidio a nessuno. A prescindere, o meno, dalla tanto sbandierata "laicità dello Stato" come giustificazione.
Che facciamo, allora: togliamo le croci anche dalle bandiere? Perché con la croce ce ne sono parecchie.
Francesco Dotti (pro Croce, e non solo nelle scuole)

Spiagge e leggi salva coste - 4

Il 1° novembre, giorno dei morti, invece di fare visita ai defunti sono tornato a Sos Aranzos: la spiaggia "del tubo e dei teli reggi sabbia", ve la ricordate?


In fondo, guardandola bene, questa spiaggia sembra proprio un cimitero, di quelli abbandonati, nonostante siano passati diversi mesi dalle mie prime visite fatte nel febbraio dell'anno scorso, e seguite dalle altre del 27 giugno e del 30 agosto di quest'anno (v. rispettivamente i post di giugno e settembre "Leggi salva coste - 2 e 3").


Il tubo è sempre lì, semisepolto dalla terra portata con le ultime piogge...


come pure i teli stracciati che vergognosamente ricoprono la scogliera: la NOSTRA scogliera...


e che nessuno finora ha rimossso o, ancor peggio, avrebbe dovuto doverosamente sanzionare,


e gli altri, che tengono la sabbia, a un passo dal bagnasciuga.


Il NOSTRO bagnasciuga.


Mentre, poco più indietro, questi teli già affiorano dalla finta spiaggia.
Che la Natura cominci a ribellarsi? Speriamo...


Più in basso, a sinistra della spiaggia, oltre all'infìdo anello-ancoraggio nel quale se infili inavvertitamente un piede vai di sotto e ti sfracelli, spuntano dal mare tubi di ferro arrugginiti, "innocenti" solo per il nome del loro creatore ma resi "colpevoli" da coloro che in quel posto li hanno interrati e dimenticati, che tentano miseramente di sorreggere un vacillante pontiletto di legno appoggiato sulla scogliera cementificata. Ancora la NOSTRA scogliera.


Infine, il secondo e altrettanto infìdo "punto d'ancoraggio". Anch'esso murato su quegli scogli, i NOSTRI scogli, che qualcuno avrà bucato a colpi di scalpello per infilarcelo, quel maledetto anello d'acciaio.
Tutto questo resiste da mesi, imperterrito, ai controlli(?) che dubito siano mai stati fatti.
Ci dovremo rassegnare? E' probabile, visto che tutto sembra immutato e immutabile anche in questo bellissimo angolo di Sardegna che ci appartiene.
L'altra mattina mi è tornato fra le mani un vecchio libro di Educazione Civica: "Il pianeta dei cittadini" (di Alberto Bertuzzi, Pierluigi Ronchetti e Giorgio Medail, edito da Minerva Italica), nel quale ho trovato una frase, così bella e azzeccata che credo di poter trascrivere.
E' una metafora intelligente che dovrebbe servire a ben indirizzare i nostri sforzi per tentare di cambiare le cose che non vanno. Soprattutto in tempi in cui l'Educazione Civica sembra essere lontana da noi anni-luce. Dice così:
"... immaginiamo il nostro Paese come un ristorante. Ebbene, se il ristorante è il Paese, il direttore del ristorante è il capo del governo; i camerieri sono i ministri e gli aiutanti dei camerieri sono i sottosegretari, mentre il cliente infine è il cittadino. Come nel ristorante il cameriere e i suoi aiutanti debbono essere precisi e solleciti nel servire ed educati verso il cliente, così altrettanto nell'interno dello Stato debbono agire i membri del governo nei confronti del cittadino, di qualunque cittadino, anche il più modesto. Se è servito male, il cittadino ha il diritto di protestare. Ed ha anche il diritto di pretendere l'osservanza delle regole più elementari di buona educazione e di buon comportamento da chi lo serve per propria libera scelta e per giunta retribuito. Può persino esigere che nell'aspetto e nelle manifestazioni esteriori chi lo serve non sia sbracato, come talvolta è apparso qualche ministro, ma dia invece del ristorante, e cioè della nazione, un'immagine rispettabile e dignitosa... Con i diritti provenienti dalla Costituzione repubblicana, qualunque cittadino viene a trovarsi nella situazione di un cliente del ristorante da noi evocato. Se mal servito, non solo può, ma deve protestare, nel suo interesse e nell'interesse degli altri. Può farlo servendosi innanzitutto delle leggi a disposizione e poi spendendo un po' del proprio tempo o del proprio impegno al servizio della collettività..."
Credo che ci sia poco da aggiungere a queste sagge parole, sancite anche dall'art. 21 della nostra Costituzione:
«Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione».

Francesco Dotti

Sic trans... it gloria mundi


Che dite: dopo lo faranno anche Santo subito?...

Berlusconi: "Non mi dimetto"


Se ha detto che non si dimette, non si dimette. E' inutile discutere. Auguri.

Il caso Marrazzo



Olbia e dintorni


Una magnifica giornata, oggi: di quelle che spesso ci regala la fine dell'estate. Così abbiamo preso la Panda "giallo ottimista" e siamo arrivati fino alla spiaggia del Lido del Sole, appena fuori Olbia, dopo quel ponte sul fiume ancora a senso unico alternato. Per essere quasi a novembre veniva la voglia di fare anche il bagno, tanto si stava bene. Ho scattato le solite foto: il Faro, l'imboccatura del Porto, l'isola di Tavolara sullo sfondo... Foto fatte e rifatte, che però, a seconda dell'ora e della luce, possono apparire diverse e sempre interessanti. D'altra parte, quando si è su un'isola, c'è poco da scegliere: ti devi solo accontentare.


Alle spalle del Lido del Sole, a ovest, le vecchie saline, la foce del Rio Padrongiano (quello del famigerato ponte), la zona industriale (sulla destra) con i cantieri nautici e tutto il resto, il Porto dell'Isola Bianca, con le grandi navi passeggeri pronte a salpare, e la città (sullo sfondo, a sinistra. O... al centro-sinistra, se vi pare).


Questo è un vecchio rimorchiatore, e si chiama "Furioso".
L'ho fotografato stamattina, avvicinandomi a lui con circospezione e chiedendogli preventivamente il permesso perché lipperlì il nome mi aveva un po' intimorito.
Ma quando mi sono avvicinato e ho visto che con la cubia di sinistra abbozzava un sorriso, mi sono fatto coraggio.



Credo che mi abbia anche sussurrato che erano anni che non lo fotografava più nessuno, e che si era rotto il cassero di restare lì, immobile, legato alla banchina, mentre le altre barche gli cabotavano intorno felici.
Mentre lo salutavo per andare a pranzo, mi ha chiesto quando sarei tornato.
"Forse domani - gli ho risposto - se non piove".
Francesco Dotti

Decoro urbano


In questo ameno sito: una traversa di Via Latina (zona "Tannaule", tra le vie Portogallo e Tre Venezie), nei pressi del nuovo ospedale Giovanni Paolo II, il 14 febbraio 2009 avevo scattato alcune foto pubblicate nel post di febbraio alla voce "Degrado urbano".
Così, per vedere se
nel frattempo c'erano stati dei cambiamenti, il 22 ottobre corrente anno, più o meno verso mezzogiorno, ci sono tornato.
A distanza di otto mesi, perché questo è il tempo trascorso, tutto è rimasto come l'avevo lasciat
o il 14 febbraio.


Ci sono sempre i rotoli di guaina catramata (ma non dovrebbero essere rifiuti speciali?), i soliti laterizi frantumati (i frantumizi), uno scaldabagno...


anzi, due scaldabagni... qualche materasso... più altre variegate "aggiunte"...


Toh, chi si rivede! La solita lavatrice che c'era anche a febbraio! Vuoi vedere che è rotta sul serio?


Un altro scaldabagno... che sia di quelli che hanno dieci anni di garanzia? Nel senso che stai pure tranquillo che prima di dieci anni non lo portano via. Garantito!


Qui, invece, siamo nei pressi del nuovo ospedale Giovanni Paolo II (è quello che si intravede sullo sfondo). E questo è il marciapiede (scusate il termine) lungo il quale si dovrebbe camminare. E badate bene che dall'altro lato il marciapiede non c'è: questo è l'unico.


La giungla birmana, in confronto, è un'aiuola di ortensie fiorite.
All'inizio, sulla strada principale, dietro l'angolo, prima di arrivare qui, c'è anche uno scivolo per i diversamente abili.
Che cosa avrebbe fatto un disabile che si fosse avventurato su questo marciapiede senza sapere che dopo pochi metri si sarebbe ritrovato in una selva della Sila come questa? Non sarebbe potuto neppure scendere, data l'altezza del marciapiede-di-Berlino, e sarebbe dovuto tornare indietro.
Ci avranno pensato, i realizzatori di tale opera d'arte, se sulla sedia a rotelle ci fossero stati loro o qualche loro parente? E poi parlano di abbattere le barriere architettoniche!


Questo è un altro esempio di marciapiede cespugliato, che si può ammirare all'inizio di Via Vicenza, sempre nel rione Bandinu. Questo rione offre al visitatore, anche a quello meno attento, una serie di fenomeni che dimostrano quanto sia veramente difficile amministrare una città.


Sono anni, infatti, che questo cespuglione marciapiedato (o marciapiede cespugliato, se più vi piace) esiste. Inoltre, per la gioia del pedone che soprattutto la notte ha la disavventura di percorrerlo, c'è anche un simpatico cavo d'acciaio bello teso. Dei disabili non parlo neppure, perché tanto è inutile: invece della carrozzella gli ci vorrebbe una ruspa...
Prima, quando
il cespuglietto era piccolo e facilmente estirpabile, lo hanno lasciato stare; e ora è diventato così.
E poi quando dico che bisognerebbe ammazzarli da piccoli mi dicono che esagero!...


Infine, l'ultima "chicca", come si dice: la panchina.
Questa è l'unica, o se volete l'ultima, ché è lo stesso, rimasta lungo il marciapiede-passeggiata che dal rione di Poltu Quadu conduce verso il supermercato Auchan.



Un tempo, diciamo qualche mese fa, lungo questa sollazzevole passeggiata il viandante poteva riposare le stanche membra poggiandole, di tanto in tanto, su questi utili manufatti, magari leggendosi il giornale, oppure chiacchierando con la propria compagna-amico-zia-nonna. Insomma, con chi vi pare. Oggi, ahimè, non è più possibile: le panchine, quelle che c'erano prima (almeno quattro, se ben ricordo), come la fontana di Piazza Crispi si sono involate. Sparite. Dissolte nel nulla. Ne è rimasta solo una. In attesa che si freghino pure quella...
Certo che in un Paese, il nostro, dove dei ragazzini irresponsabili (come chi li manda in giro armati) si divertono a sparare ai passanti, oppure, annoiati a morte, danno fuoco ai coetanei e violentano le coetanee, cosa volete che contino una fontana e una panchina rubata, dei giardinetti sporchi, o dei rifiuti abbandonati per la strada?
Il degrado, quello morale, ormai ce lo abbiamo dentro. E sarà molto difficile sradicarlo.

Francesco Dotti

Primarie a prezzo fisso?