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sabato 17 maggio 2008

La Turchia in Europa


Gli Ottomani in Europa? Perché no? Tanto, turkpiù turkmeno, a noi che ci frega? Anche se credo che non sarà facile. Già, perché il pensiero comune corre subito a Tamerlano. Quell'Emiro chiamato anche Tamurbeg perché era l'unico emiro lontano dall'Epiro che aveva il cavallo con l'airbag sulla plancia che soffriva di timùride (una variante del cimurro da sera perché il padrone lo faceva dormire nella stalla con le Persiane aperte). Siccome i Dardanelli ormai gli andavano stretti, quel ghazi di Tamerlano, senza tener conto dell'Orda d'Oro che nel frattempo era salita a 900 dollari l'oncia, aveva in testa di ricostruire l'impero mongolo.
Anche la moglie Anatolia, extravergine d'oliva, glielo aveva detto un sacco di volte:
"Carrrro il mio Tamerlannnno (quando s'incazzava parlava così), sei proprio una testa di ghazi! Ma come, non t'ha detto nulla il babbo? Non t'ha detto, Taraghay, che anche se hai conquistato la Georgia, la Siria, Mogol, Battisti e quei Mamelucchi a mezzo servizio dei califfi abbasidi, prima di arrivare a Samarcanda ne hai da fare di strada! E il cavallo? Glielo hai detto al cavallo, figlio del lampo, che deve volare fin là oh oh oh oh, oh oh oh oh?"

Detto questo - e ho detto tutto - , non dimentichiamo che siamo un popolo pieno di pregiudizi, oltre che di debiti. E poi, ermeneutica a parte, siamo sinceri: non vi sembra che in Italia di ottomani ce ne siano già troppi? Specialmente tra quelli che di "mani", soprattutto in pasta, ne hanno altro che otto! L'importante, dico io, è che non le mettano nelle nostre tasche.
Anche Silvio - un nome, un avviso di garanzia - l'ha detto: "Non metteremo "ottomani" nelle tasche degli Italiani!"

Francesco Dotti (kazako)

venerdì 16 maggio 2008

Natura morta: tempera su cartoncino

Turchi-Napolitani


Dovrei essere contento della sterzata autoritaria del nuovo governo in merito alla "sicurezza". E in effetti lo sono. Era ora, aggiungo, che si cominciasse a fare qualcosa! Per anni hanno scaricato sulle nostre spalle le loro responsabilità, come se vivessero, loro, i nostri politici, su un altro pianeta. Come se si spostassero, e in effetti è così, su una sorta di cuscino d'aria sospesi sui problemi che ciascuno di noi, quotidianamente, è costretto a subire. D'altra parte, noi non abbiamo la "scorta" e l'autoblù, facciamo le file, patiamo gli ingorghi, viaggiamo da schifo sui treni e sulle navi. E con loro, intendo i politici che ci governano, ci metto anche la Chiesa. Quella Chiesa che ci chiede di essere misericordiosi, di amare le diversità e di essere tolleranti nei confronti del prossimo. Un prossimo che sto cominciando ad odiare. Intanto, per fare il solito discorso qualunquista, non ho mai avuto occasione di vedere all'interno della Città del Vaticano, o dei giardini di Castelgandolfo, venditori di prodotti contraffatti, bancarelle di cinesi, pulitori di cruscotti (forse non ci sono i semafori?), zingari e accattoni vari con regolamentare minore al seguito. E puttane. Come mai, mi chiedo, questa variegata "corte dei miracoli" non fa parte del loro panorama antropologico ecclesiale?
Un interessante servizio de "Le Iene", andato in onda alcune sere fa, ha fatto vedere cosa succede ad Assisi, la città del Santo dei poveri. Il mendicante "beccato" a elemosinare a meno di tot metri da una chiesa o da un altro luogo considerato fuori dalla pertinenza dei questuanti, veniva allontanato senza tanti discorsi da solerti tutori dell'ordine. Quindi, se si vuole, evidentemente qualcosa si può fare.
Un po' come l'immondizia - perdonatemi il paragone azzardato - di Napoli: è difficile vederla nei quartieri residenziali di un certo pregio, quelli dei "ricchi", mentre invece abbonda nelle periferie, dove vivono altri disperati.
Il guaio di questo Paese, purtroppo, è che prima di agire si aspetta sempre troppo tempo.

Ora, eliminare questa "corte dei miracoli" che negli anni si è a tal punto stratificata, sarà molto più complicato e non sarà indolore.
Francesco Savonarola Dotti (fustigatore di costumi)

martedì 13 maggio 2008

La Satira sbarca a Olbia

video

Abbiate pazienza, non sono adatto per le interviste...
Avrei voluto essere un po' più, diciamo, "spigliatino", ma l'emozione m'ha tradito.
Comunque, a parte l'inevitabile arrotolamento verbale e la ventosa scapigliatura capillifera, sono sempre un bel tipino.
O no?

domenica 11 maggio 2008

Olbia: Concorso Umoristico "OlbiaHumour" 2008


Mi corre l'obbligo, oltre che il piacere, d'informare tutti i miei Spett. Visitatori e/o Ammiratori che quest'anno abbiamo organizzato un simpatico concorso a premi che si terrà a Olbia. Siccome nell'immagine che metto sul blog sarà quasi impossibile leggere il contenuto di questa iniziativa, per facilitarvi la lettura, con mio sommo sagrifizio, vi riscrivo tutto quello che c'è sul bando di concorso. Leggetevelo & partecipate numerosi, perché se la Sardegna è bella la Gallura è bella 1/2. E anche Olbia, credetemi, in questi ultimi anni non è rimasta indietro a guardare. Ah, dimenticavo... se poi non vi fidate e volete scaricare direttamente il bando da Internet, è sufficiente cliccare sul seguente link:
http://www.fileden.com/files/2007/11/16/1587783/OlbiaHumour.pdf
Ecco in ogni caso il testo del bando:
"Northweb, in collaborazione con il Comune di Olbia, organizza la prima edizione del Concorso Nazionale di Umorismo "OlbiaHumour". La manifestazione si propone di ampliare, diversificandole, le numerose offerte culturali della Provincia Olbia-Tempio, dando la possibilità agli Autori che parteciperanno di esprimere il loro pensiero su temi inerenti sia al territorio sardo che a quello nazionale in generale. Naturalmente non dimenticando che il tema proposto per questa prima edizione, è:
"Mediterraneo"
Dal latino "Mediterraneus", che significa "in mezzo alle terre", fu chiamato dai Romani "Mare nostrum" in quanto le loro conquiste toccarono tutte le nazioni che vi si affacciano.

Tradizioni, Storia, Cultura, Turismo e altre occasioni per una crescita economica e strategica.
Incontri, confronti e... scontri in un'area che ci appartiene, soprattutto come Isola"
Ricordatevi che il termine per la presentazione degli elaborati è il 31 luglio prossimo. Perciò mettetevi al lavoro e date sfogo alle vostre fantasie, noi vi aspettiamo.
Perbacco! Mi sembra quasi un manifesto elettorale...
Francesco Dotti

Diete dimagranti

sabato 10 maggio 2008

Altra macro. L'ape è la stessa

Un'altra macro con l'ape

Una discreta macro


http://www.fileden.com/files/2007/11/16/1587783/FIORE-2.jpg

sabato 3 maggio 2008

Cibi scaduti


Se la rietichettatura che, per incanto, ha tramutato in freschi i prodotti scaduti risultasse fraudolenta (perché, si può fare anche in buona fede?), condannerei i colpevoli a mangiarseli tutti.
Avremmo così la possibilità di sapere con certezza se ci siano, o no, rischi per la salute di chi inconsapevolmente forse li ha consumati.

Gheddafi-Calderoli


Al di là dei "porcogiuda", "puttanaeva" e "maremmamaiala" che fanno parte dell'intercalare nostrano, talvolta fuor di proposito ma innocui, ci sono altri ingiuriosi epiteti - irriferibili - che però in certi casi vanno a toccare religioni diverse dalla nostra e che ritengo non debbano essere imposti usando il nostro metro di valutazione.
Il sentimento di devozione e di fede verso Dio, chiunque Esso sia e a chiunque appartenga, merita sempre il nostro rispetto. Nonostante una coltre teologica a volte copra questi sentimenti rischiando di comprometterli.

Ma da qui alle dichiarazioni del figlio di Gheddafi ce ne corre. Se l'onorevole Calderoli, magari eccedendo momentaneamente in goliardìa, ha esibito una maglietta con dei disegni che deridevano il Profeta commettendo una leggerezza, l'onorevole figlio di Gheddafi non può certo imporci la formazione del governo. Che è, e rimane, vivaddìo (il nostro, a scanso di equivoci), un affare che riguarda solo il nostro Paese.
Francesco Dotti (cristiano maronita, nel senso che tifo per Maroni)

venerdì 2 maggio 2008

Bulli &... Pipe


Dice che i figli devono fare le loro esperienze. Che è giusto che provino, in quella fase di transizione tra la pubertà e l'adolescenza, a vivere l'esaltante spregiudicatezza della trasgressione e della contestazione. Ma siccome, dico io, questi giovani "bulli" non vivono nella foresta amazzonica - nella quale, tuttavia, esistono delle regole anche tra le scimmie - ma in un contesto sociale nel quale è necessario un equilibrio tra i membri che lo compongono (altri esseri umani di pari dignità), le loro "esperienze" non devono assolutamente danneggiare coloro con i quali convivono. In parole povere: se ti vuoi ubriacare o drogare per forza fallo pure, ma dopo non investirmi con la macchina e non rompermi i coglioni. Io lo so che, in fondo, la colpa non è tua, aspirante bulletto da strapazzo, ma dei tuoi genitori. Che se ne fregano di te e dei tuoi bisogni. Di quelli veri, però. Dei genitori che, anziché fornirti i mezzi necessari per "capire" e "riordinare" il tuo disorientamento e le tue insicurezze, per onorare il Consumismo a tutti i costi, le vacanze a Ibiza che "fanno trend", i telefonini-ultima-generazione, il televisore al plasma grande quanto una parete e il suv, ti hanno messo al mondo per poi lasciarti in mezzo alla strada. E magari una mattina vanno a scuola e danno quattro cazzotti all'insegnante perché ti ha rimproverato. Ricordati che non resterai eternamente giovane e che la vita, quella "vera", quella che c'è fuori dalla pleistèscion, dai videogiochi, dalla discoteca e dalle pubblicità televisive, è complicata e te la devi costruire giorno dopo giorno. Non serve a nulla "sballarsi" per non pensare e continuare a vivere così, alla giornata, fino al prossimo rincoglionimento totale. Perché poi, di colpo, ti ritrovi adulto e quando ti accorgi che non hai nulla in mano è troppo tardi.
Francesco Dotti

mercoledì 30 aprile 2008

Redditi sul web


Abbiamo cominciato con le clonazioni delle pecore e dei cavalli, poi è toccato alle carte di credito, ai bancomat, ai telefonini, ai siti bancari e postali.
Ora, in attesa dei
nuovi studi di settore per il pagamento del pizzo on line, ci aspettiamo anche la clonazione dei redditi.
Staremo mai tranquilli?
Francesco Dotti (quello autentico; per il mio clone dovrete aspettare ancora un po')

martedì 29 aprile 2008

Un altro benefattore lascia


Al grido di "Più cicoria per tutti!" anche l'agronomo Rutelli abbandona il campo, lasciando in uno stato di profondo sgomento e sentita prostrazione intere generazioni d'indebitati e finanziati. Come faremo adesso, si chiedono i tapini, a pagare i mutui della casa, le rate della macchina, le vacanze a Ibiza, il telefonino nuovo e la badante al plasma?
Svanito anche il sogno dei prestiti agevolati per le giovani coppie che volevano costruirsi una metropolitana, in attesa che il Pdl abolisca l'odiata Ici sulle gabbie dei canarini, si troveranno tutti insieme venerdi 34 aprile (che per l'appunto cade proprio di lunedì) a mangiare pane & cicoria in uno a caso dei numerosi cantieri per la viabilità urbana aperti dal Pd per il prolungamento della metropolitana di cielo di mare e di terra. E vi ho detto tutto.
Francesco Dotti (scusate ma quando l'ho scritto era molto tardi...)

domenica 27 aprile 2008

Vi chiedo scusa...

Vi chiedo scusa se qualche volta troverete alcuni errori nei testi ma, oltre ad essere un po' ignorante, spesso mi capita di scrivere le cose di getto, come mi vengono in mente.
Poi, rileggendole con più calma, mi accorgo che sono scritte male e cerco di correggerle.
Perciò vi chiedo il favore, se non vi dispiace perdere un po' di tempo con me e con le fesserie che vi racconto, mandatemi pure una e-m@il dicendomi, senza tanti complimenti, caro Dotti hai detto questo e quello ma non ti sembra di esagerare? oppure, guarda caro il mio vignettista saputello che ti dài un sacco d'arie ma ti rendi conto che dici un sacco di stronzate e che l'anacolùto lo hai scritto senza l'esegèsi eccosivvìa...
Grazie

venerdì 25 aprile 2008

Nuove riforme

giovedì 24 aprile 2008

Alitalia: arriva la cordata?

mercoledì 23 aprile 2008

Liberi di muoversi


Ormai lo sanno anche i sassi che il problema grave di chi è afflitto da un handicap, sia esso transitorio o permanente, nelle nostre città è pochissimo sentito. Anzi, non è sentito per nulla. Ne sono prova gli innumerevoli ostacoli che si frappongono tra chi è costretto a subirli e le mète da raggiungere quotidianamente.
Eppure le leggi ci sono. Una di queste, la n.13 del 9 gennaio 1989, stabilisce puntigliosamente un insieme di norme la cui pervicace inosservanza da parte di chi amministra diventa gravissimamente spudorata allorché a praticarla sono proprio coloro che la legge dovrebbero applicare e far rispettare.
Ma non mi va di scrivere troppo, rischierei di annoiarvi con inutili chiacchiere. Preferisco invece che a parlare siano le immagini che ho raccolto (non ho faticato molto per trovarle, credetemi). Immagini che dimostrano ancora una volta quanto tempo abbia perso il legislatore per cercare le parole adatte a confezionare un’altra, ennesima raccoltina di utilissime e ragionevolissime ma inapplicate regole.

Le foto-vignette a corredo di queste fesserie che ho scritto, spero che servano soprattutto a far riflettere. Su quella carrozzella dove mi sono seduto io per fare le foto, un giorno ci potrebbe finire chiunque. E allora, ditemi la verità: quanti di noi, diversamente abili o abilissimi, trovandosi in circostanze simili a quelle da me illustrate, non hanno pensato almeno una volta: “Ah, se avessi una ruspa farei piazza pulita!”
Francesco Dotti

Contro le barriere architettoniche 1


Senso vietato? Per forza, non si passa...

Contro le barriere architettoniche 2


Come si può vedere, di spazio per mettere "a dimora" il palo ce ne sarebbe stato a sufficienza.
Invece, guarda un po' dov'è finito! Ma in questo Paese è poi tanto difficile pensare prima di fare qualcosa?